Il bilancio dei pagamenti in Italia

L'Italia deve sostenere un debito internazionale costante da oltre 10 anni. In seguito alla crisi finanziaria del 2008, l'Italia, come altre nazioni periferiche, ha vissuto una pausa improvvisa per quanto riguarda i flussi di capitali privati in entrata, come risultato di un debito governativo insostenibile.

Dato che l'Italia è parte della zona euro, non ha la possibilità di bilanciare il suo bilancio governativo attuale modificando il tasso di cambio. Come risultato, la nazione è entrata in un sistema di modificazioni chiamato TARGET2. Il TARGET2 ha sostituito i flussi di capitale privato con flussi di capitale pubblico, permettendo alle nazioni con dei problemi di mantenere in ogni caso i bilanci in ordine evitando crisi legate alla bilancia dei pagamenti. Questo ha fatto sì che l'Italia potesse aggiustare gradualmente il suo bilancio attuale.

Il deficit finanziario attuale è passato da 3,4% del 2010 a quasi zero nel 2012. Questo aggiustamento rispecchia principalmente la diminuzione delle importazioni, mentre al contempo le esportazioni si sono mantenute costanti. In aggiunta, recentemente i flussi di capitali privati sono aumentati, grazie alla nuova fiducia nelle obbligazioni statali italiane. In ogni caso, non è stato possibile vedere un bilancio positivo fino al 2013, quando la nazione raggiunse un surplus dell'1,0%. La bilancia commerciale è stato il fattore più importante per il raggiungimento di questo segno positivo. Infatti, nel 2013, la bilancia commerciale ha creato un surplus tre volte maggiore rispetto all'anno precedente.