Politica sul tasso di cambio in Italia

La Lira è stata la valuta italiana dal 1861 al 2002, quando la nazione introdusse ufficialmente l'Euro. Nel 1979, l'Italia divenne parte dell'Exchange Rate Mechanism (ERM), un sistema che coinvolge e gestisce le valute della maggior parte delle nazioni facenti parte della Comunità Economica Europea (EEC). Per cercare di prevenire grandi fluttuazioni in relazione ad altre nazioni facenti parte della Comunità Economica Europea, l'Italia deve mantenere stabile il suo tasso di cambio, seguendo dei limiti di +/-2.25%. In ogni caso, nel 1992, l'Italia dovette rivalutare la Lira italiana del 7,0%, e come risultato entrò a far parte del sistema dove tali limiti di fluttuazione erano più ampi.

Ogni giorno, la Banca d'Italia come parte del sistema euro, partecipa agli interventi nel mercato dello scambio di valute assieme alla Banca Centrale Europea e alle altre banche centrali nazionali appartenenti alla zona euro.

La banca conduce operazioni di scambio di valuta estera, in modo da mantenere sotto controllo le sue riserve di valute estere. Per poter bilanciare i flussi relativi alle valute estere in entrata ed uscita, senza cambiare la composizione delle riserve di valuta straniera, la Banca d'Italia acquista e vende valuta straniera commerciando con le controparti facenti parte del mercato.