Politica economica in Italia

Nel corso degli ultimi sette anni, il punto focale delle politiche economiche italiane ha riguardato principalmente la mitigazione degli effetti legati alla crisi finanziaria. Sono state introdotte due principali misure di austerità dall'inizio della crisi del 2007. Entrambe le misure intraprese con l'intento di ridurre la crescita costante del debito pubblico nazionale e il deficit governativo.

Parlando delle riforme strutturali, sono state effettuate in alcuni campi del corso degli anni. Il Governo ha deciso di riformare l'amministrazione pubblica e il settore dell'educazione pubblica, nel tentativo di migliorare la competitività delle proprie risorse umane. In ogni caso, il clima legato agli investimenti resta tiepido, a causa delle leggi lavorative restrittive, l'alto costo del lavoro, l'inefficienza del servizio pubblico e del sistema giuridico.

L'attuale Primo ministro italiano, Matteo Renzi, è stato messo in carica nel marzo 2014, con la promessa di risanare l'economia dando vita ad una riforma ogni mese durante i primi 100 giorni del suo mandato. Per cercare di incrementare la crescita economica, ha proposto di tagliare l'imposta sui redditi e questo è costato il Governo circa 10 miliardi di euro. Il Primo ministro ha inoltre annunciato una riforma lavorativa con l'obiettivo di cambiare lo schema assistenziale per le persone senza impiego, riformando i contratti di lavoro e migliorando le agenzie interinali. In ogni caso la riforma chiave di Renzi è stata la trasformazione del Senato in una camera non eletta dai cittadini, mettendo termine al sistema bicamerale del Paese. Il Primo ministro ha inoltre deciso di eseguire cambiamenti all'interno del sistema giuridico, della pubblica amministrazione e una modifica della legge elettorale.